ANNA NEMES - POSTHUMOUSITY. LE PROTESI DEI FANTASMI

 


Anna Nemes (nata nel 1989 a Budapest) è un'artista visiva ungherese che nelle sue opere scopre la fragilità e le possibilità dell'esistenza umana e cerca il senso filosofico della bellezza nel curioso. Attraverso la sua pratica artistica, esplora il rapporto tra arte e filosofia alla luce dell'abiezione. Nemes è principalmente una pittrice, ma oltre alla pratica pittorica lavora anche come regista, cineasta e ricercatrice artistica. I dipinti di Anna Nemes – realizzati con immensa conoscenza tecnica e precisione - sono stati dominati dal colore nero. L'artista costruisce le sue composizioni con macchie di inchiostro delicatamente intrecciate che consentono l'introspezione attraverso l'astrazione organica e l'immaginario figurativo. I pigmenti e l'acqua, in obbedienza all'erosione - simile a fenomeni naturali su larga scala - creano modelli organici che ricordano i sistemi invisibili del corpo umano. Sebbene le figure siano ritratte come se fossero materiali, il soggetto dell'immagine è in realtà l'eterna miriade di eventi termodinamici. In questo senso, i soggetti sono universalmente accessibili, e sono puramente contenitori della regolarità che segue la forma umana. Sono organi, tessuti e viscere, frammenti che dialogano con le superfici create involontariamente dalla forza della natura. Il dialogo avviene tra l'astratto e l'assoluto, e tra i dettagli anatomicamente riconoscibili all'interno dei corpi dei soggetti. Il confine tra il bello e l'antiestetico è una brughiera: un paesaggio che si spinge lontano con un orizzonte invisibile, in cui le immagini nascono e continuano a esistere.

[Testo di Albert Központ, traduzione D. A.]























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