1981 (presso la Galerija Voćarska a Zagabria – marzo 1981)
La Galerija Voćarska era un nuovo spazio espositivo nella zona di Medveščak, Zagabria. La galleria, che era nata da poco, veniva presentata come luogo di informazione e promozione delle tendenze artistiche contemporanee e questo catalogo sembra fotografare una fase di convivenza, non ancora di separazione netta, fra arte “da galleria” tradizionale e pratiche più sperimentali. Negli anni ’70-80 jugoslavi questa coabitazione non è così strana: il sistema artistico era abbastanza articolato da permettere, nello stesso contenitore, pittura, scultura, disegno, fotografia concettuale, performance documentata, azione, oggetto, installazione. Non sempre le categorie erano rigide come nel mercato occidentale. Una galleria poteva presentare artisti ancora legati al mestiere pittorico/scultoreo e, accanto, figure che stavano lavorando sul corpo, sull’identità, sulla riproduzione fotografica, sulla critica dei media. In questo caso ho scelto quelle chiaramente più “eccentriche”: corpi mascherati, identità ambigue, oggetti quasi teatrali, figure perturbanti, fotografia povera. Ma il fatto che stiano nello stesso catalogo di pittori/scultori più convenzionali dice una cosa precisa: la sperimentazione non era necessariamente fuori dal sistema; era accolta dentro un tessuto culturale più largo.








Commenti
Posta un commento